La vita interiore che mi regala la creazione
Dal Perù ci arriva questa bella riflessione:
Qualche giorno fa, una sorella della mia comunità ha sistemato le
piante sul terrazzo. Le ha spostate: erano in fondo allo stendibiancheria, dove
quasi non le vedevamo, e le ha messe da un'altra parte. Adesso, appena vai
sul terrazzo, le puoi vedere tutte, in fila: alcune
piccole, appena spuntate, altre invece sono più grandi e piene di foglie;
ognuna, piccola o grande che sia, ti trasmette vita! Nelle circostanze di
quarantena che stiamo vivendo, queste piante sono un respiro di gioia e di
speranza per me.
In questo mese in cui si è celebrato il "Tempo della
creazione" ho riflettuto su questo grande regalo che ci è stato donato,
che è la creazione. E la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il numero
di momenti in cui la creazione è diventata quella mediazione che mi ha
avvicinato a Dio. La percepisco come quella sorella, compagna di
cammino, che ha aperto il mio cuore a Lui, che mi ha parlato di Lui.
Mi ricordo degli anni della mia adolescenza in cui, guardando le stelle, mi sono domandata sul significato della vita o sull'esistenza dell'Amore. Quelle stesse stelle mi facevano sentire vicina ad amici di altri luoghi forse anche loro le stavano guardando. E recentemente, quante volte le stelle mi hanno parlato della promessa di Dio, di fecondità della mia vita! O quante volte con gli amici, con la famiglia, stando in mezzo alla natura, abbiamo condiviso momenti di profonda fraternità. O quei pellegrinaggi, camminando in silenzio, e contemplando il cielo, i boschi, i piccoli animali, le montagne ... che ci hanno raccontato la fermezza dell'amore di Dio, della sua creatività con ogni essere vivente e con il cammino di ciascuno di noi.
In questi giorni, leggendo qualcosa di Etty Hillesum, morta ad Auschwitz, ho raccolto la sua "sfida". E' incredibile come questa donna nel campo di concentramento, guardando il cielo immenso, senza limiti, senza restrizioni davanti a lei, sentisse dentro di sé che si rinnovava la certezza che "la vita è bella, nonostante tutto" e che noi siamo esseri trascendenti e che possiamo lasciare un'eredità di una vita nuova alle generazioni future.
Alla Madre Terra, come si dice nelle nostre terre andine, dobbiamo
non solo la vita fisica che è già un dono immenso, ma anche quella vita
interiore che tante volte si risveglia a contatto con la natura e che ci parla
ad una sola voce di una persona: Dio e il suo amore per la nostra vita.
Patricia Llamas
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