giovedì 16 settembre 2021

11 laici SEMD fanno le loro promesse in Spagna


Il 28 agosto, a Espinosa de Henares, durante la liturgia celebrata da don Atilano, vescovo di Sigüenza-Guadalajara, si sono svolte le promesse di undici laici della nostra comunità: sette di loro rinnovavano quest’impegno mentre quattro lo pronunciavano per la prima volta.

Riportiamo in questo articolo la testimonianza di una di questi quattro, Maria Ruiz.

“Ringrazio Dio per avermi esaudito il desiderio di formar parte della comunità dei Servitori del Vangelo della Misericordia di Dio.  In questa comunità ho conosciuto lo sguardo e il volto di Dio Padre Misericordioso, tenero e vicino ad ognuno di noi. Voi, fratelli e sorelle, mi avete mostrato com’è ed ho sperimentato il suo amore assoluto per me. Qui ha iniziato a curare le mie ferite interiori, e mi ha mostrato la mia vera identità: mi sono riconosciuta per la prima volta come una figlia prediletta e molto amata da Dio.

In passato, per tanto tempo, ho cercato il senso della mia vita e come renderla fruttuosa. Sento adesso che è qui, tra voi, dove il Signore mi vuole, dove la mia vita da frutto, trova un senso autentico e la gioia della fede condivisa. Sento che questo è il mio posto – quello che tu, Signore, mi dai- per poter vivere pienamente e con abbondanza la vita eterna che mi regali qui e adesso. In questa comunità sto scoprendo il linguaggio semplice dell’amore. Sto imparando a conoscere e a relazionarmi con Gesù, tuo Figlio e pure con me stessa. Qui mi rendo conto che non c’è miglior vita di quella che tu dai, che si vive grazie alla fede, condivisa in comunità, al servizio dei fratelli.

Attraverso di voi, Gesù ha cambiato la mia vita e ha provocato che da me fuoriuscisse il meglio. Mi sento così amata da lui che solo posso ringraziarlo per aver messo voi sulla mia strada, per essere vicino a Lui.  

Tra voi sento che Gesù mi dice: “sii il sale della terra e la luce del mondo”, “Dammi da bere”

Per questo, ringrazio per essere una di voi in questa bella comunità e poter annunciare ad altri l’Amore di Dio, ciò che Gesù compie nella mia vita e così avvicinarlo a tutti, essendo una sua umile servitrice.

Con tutto il mio cuore: GRAZIE PADRE, GRAZIE FRATELLI E SORELLE! 

María Ruíz




venerdì 3 settembre 2021

Insieme siamo di più

 
Vicino all'aeroporto di Brindisi, c’è una chiesetta molto antica e caratteristica, la chiesa di Santa Maria del Casale, a cui è annesso un convento, dove vivono le missionarie, ospitate da Don Giovanni, un sacerdote giovane e disponibile. Sono tre donne molto simpatiche e accoglienti, Paola, Veronica e Rosaura, che io ho conosciuto su Skype, durante il periodo del lockdown, grazie ad una mia amica, Martina, che mi ha inserito nel loro gruppo di preghiera, che si riuniva online ogni mercoledì e che mi ha aiutato molto a ritrovare la mia fede. Quest’anno, finalmente, ho avuto il piacere di conoscerle di persona, in occasione di un campo estivo che si è svolto a Brindisi, dal 23 al 27 agosto, a cui hanno partecipato anche le missionarie della comunità di Pavia, Ursula, Berta e Chantal, quattro ragazze, Simona, Francesca, Franchezca e Beatrice, accomunate dalla stessa fede e dal desiderio di far avvicinare i giovani al Vangelo, e il sacerdote responsabile della pastorale missionaria, Don Gian Paolo, un uomo molto umile e pacato. L’obiettivo di questo campo estivo, il cui motto era “Insieme siamo di più”, consisteva nell’accogliere i ragazzini dai 12 ai 14 anni e guidarli verso la scoperta di nuovi rapporti, con se stessi, con gli altri, con la natura e con Dio. Ogni giorno veniva approfondito uno di questi rapporti, attraverso momenti di riflessione e di attività, fra cui canti, balli, giochi a coppie e laboratori creativi.

Il primo giorno era dedicato al rapporto con il proprio mondo interiore e si è parlato dei propri sogni e delle proprie paure: fra i primi, c’era, soprattutto, il desiderio di seguire le proprie aspirazioni e di realizzare i propri obiettivi, invece, fra le seconde, molti ragazzini hanno inserito l’accontentarsi di una vita piatta e in cui si fa ciò che viene imposto. L’attività più bella della giornata è stata intingere le mani nei colori a tempera e lasciare ognuno la propria impronta su un cartellone su cui c’era scritto il motto del campo estivo.

Il secondo giorno si è parlato del rapporto con se stessi e con il proprio corpo, attraverso l’esperienza di Francesca, una ragazza di Roma che ha raccontato come ha superato l’anoressia e com’è cambiato, in questi anni, il suo rapporto con il cibo e con il suo corpo. È stato un racconto molto toccante e penso che Francesca abbia dato prova di grande coraggio e maturità, decidendo di aprirsi e di condividere una parte importante e intima della sua vita. Fra le diverse attività, le più belle sono state scrivere una frase legata al rapporto con il corpo su un bigliettino colorato e cercare di descrivere un sentimento e di farlo indovinare agli altri, mimandolo a coppie. 

Il terzo giorno era dedicato al rapporto con gli altri e, in particolare, al tema dell’amicizia, come grande regalo di Dio per noi. L’attività prevista consisteva nel leggere alcune frasi sull’amicizia e nel riportarle su un cartellone, individuando a quale caratteristica dell’amicizia corrispondessero. Si è parlato anche della timidezza e ho raccontato come sono riuscita a superarla, grazie alla mia migliore amica, che è riuscita a tirare fuori il meglio di me e, a proposito dell’importanza di farsi rispettare e del bullismo, è stata mostrata una scena del film “Wonder”, che affronta questa tematica in modo originale e commovente.

Nel pomeriggio, abbiamo visitato Alberobello e abbiamo celebrato la messa in una chiesetta a forma di trullo, l’elemento caratteristico di questa città, che mi ha affascinato per la sua particolarità.

Il quarto giorno era incentrato sul rapporto con la famiglia e con la Terra, perché siamo tutti una grande famiglia. Sul tema della famiglia, è stato mostrato il video di una coppia sposata da poco, che deve affrontare le difficoltà legate alla malattia, perché la ragazza soffre di sclerosi multipla. Ciò che mi ha colpito è la forza di questi due ragazzi, che hanno messo l’amore al primo posto e che sanno di poter contare l’uno sull’altra, nonostante la sofferenza e gli ostacoli. Un’altra testimonianza molto toccante è stata quella di Simona, una delle ragazze di Pavia, che ha parlato, mostrando grande coraggio e sensibilità, della perdita del padre e dell’importanza di far sempre prevalere l’amore sulle discussioni e sui litigi in famiglia. Sul tema dell’ambiente, è stato mostrato un video sulla storia di Shah Afroz, un avvocato e attivista ambientalista di Mumbai, che, iniziando da solo, nel 2015, è riuscito a realizzare una grandissima impressa: ripulire una delle spiagge più sporche del mondo, quella di Versova, nella sua città natale. Per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza del rispetto per l’ambiente, è stata organizzata un’attività di pulizia del viale intorno alla parrocchia, a piccoli gruppi, con guanti e sacchi della spazzatura.

La sera, noi ragazze e le missionarie abbiamo guardato un film-documentario, in cui venivano mostrate le testimonianze di persone che sono riuscite a vincere l’odio con l’amore, fra cui quella di Tim Guénard, che ha superato l’odio verso il padre violento, grazie ala fede e all’amore.

Il quinto giorno si è parlato del rapporto con Dio, perciò è stata una giornata di raccoglimento e di riflessione, in cui Francesca di Roma ha raccontato la sua esperienza su come la sua vita è cambiata grazie alla fede, che l’ha aiutata nel periodo dell’anoressia e che l’aiuta ogni giorno, e, dopo la lettura della Parabola del figliol prodigo, ognuno ha scritto e, poi, condiviso le proprie considerazioni. L’attività più bella è stata realizzare una treccia con tre pezzetti di stoffa, di cui il primo serviva per scrivere ciò di cui siamo felici e per cui siamo grati a Dio, la seconda per scrivere ciò che vorremmo cancellare o che è stato difficile per noi, e la terza da lasciare bianca, a simboleggiare che la vita è fatta dall’unione delle prime due parti.

La sera, insieme alle missionarie, abbiamo organizzato una missione da fare sul lungomare di Brindisi e che consisteva nel portare un cartellone su cui c’era scritto “Vuoi collaborare alla pace nel mondo?” e nell’invitare le persone ad attaccare un bigliettino con un pensiero personale sulla pace. È stata un’esperienza molto bella, perché ci ha permesso di vedere che la gente è sensibile a queste tematiche e che, ciascuno a suo modo e nel suo piccolo, ha voluto dare il proprio contributo a questa iniziativa.

Un’altra missione molto interessante è stata svolta sabato 28 agosto nella chiesa di San Francesco, nella piazza di Ostuni, una città tutta bianca e dalla vista spettacolare. In questa chiesa, si è tenuto un momento di raccoglimento e di preghiera, detto “Luci nella notte”, durante il quale un gruppo stava vicino l’altare a cantare e suonare canzoni liturgiche, un altro gruppo invitava le persone a entrare in chiesa e lasciare un’intenzione di preghiera e una candela accesa sull’altare e il terzo gruppo distribuiva le candele da accendere e i bigliettini su cui scrivere le intenzioni. È stato un momento molto commovente, perché la gente era attratta da questa bella iniziativa e si è mostrata molto entusiasta, anche grazie alla possibilità di confessarsi, all’interno della Chiesa, con don Gian Paolo e don Piero, il sacerdote della parrocchia di Ostuni.

Vorrei concludere dicendo che quest’esperienza ha arricchito molto i ragazzi che hanno partecipato al campo estivo, ma anche noi ragazze e le missionarie, grazie alla condivisione, all’unione e al grande lavoro di squadra che hanno contraddistinto queste giornate. Un ringraziamento a tutti quanti per questa bellissima iniziativa!


- Chicca - 







sabato 19 giugno 2021

Il mio battesimo, un nuovo inizio


 Ciao! Mi chiamo Lucilla . Vengo dal Perù e ho vent'anni. Vivo in Italia da tre anni. frequento il quarto anno del liceo economico e quando avrò finito mi piacerebbe studiare infermieristica, perché mi piace aiutare le persone. Sto anche lavorando prendendomi cura di una nonna che è molto paziente e amorevole con me.

Il mio cammino di preparazione al mio Battesimo è iniziato già nella mia infanzia. Fin da piccola ho sentito di voler stare con Dio, fare amicizia con Lui, vivere tutto con Lui. Nel mio Paese però, per battezzarsi, tua madre o tuo padre deve andare alla catechesi. Mia madre non aveva tempo e mio padre viveva qui in Italia, quindi ho dovuto aspettare.

La mia famiglia non approvava questo desiderio di incontrare Gesù, di far parte della sua Famiglia ed essere battezzata. Credono che Dio esista, sì, ma non mi hanno sostenuto in questa decisione. Al contrario, ricevevo solo critiche come: “perché vuoi essere battezzato? Che ti dà? È inutile… Ci si battezza solo per poi sposarsi” … Ma non era questo il senso con cui lo vivevo e quando cercavo di spiegare che c'era  molto di più di  quello che pensavano loro, i litigi diventavano più duri. Sono riuscita comunque a non cedere di fronte alle le mie convinzioni.

Ad una messa celebrata a Pavia per il Signore dei Miracoli - festa molto importante in Perù - ho conosciuto una missionaria, Ursula. Ho condiviso con lei il grande desiderio che portavo dentro di avere questa amicizia con Dio e di poter essere battezzata. Le ho chiesto se poteva aiutarmi e mi ha detto di sì.

Abbiamo iniziato gli incontri di preparazione un anno e mezzo fa. Conoscere Dio è stato per me trovare un amico , che ti ascolta, che non ti giudicaQuesto era ciò di cui avevo più bisogno... qualcuno che mi ascoltasse e mi capisse. Grazie alla sua  Parola ho imparato molte cose, perché tutto ciò che dice sono cose che ti accadono ogni giorno, nel tuo quotidiano. E si può pensare di no... "Dio non mi capisce perché non ha vissuto quello che ho vissuto io"... ma non è vero. Ha passato cose anche peggiori. È stato ripudiato dalle persone che avrebbero dovuto amarlo, perseguitato alla nascita, è anche  dovuto fuggire... È stato tradito, non capito... Non si può dire che Dio non ci capisca. Ecco perché quando leggo la Bibbia e vedo la sua vita, capisco nel mio cuore: “L'ho vissuto! Ho vissuto anch'Io tutto ciò che hai vissuto tu. Non sei sola ”… E questo ha avuto un forte impatto su di me. Lui ha vissuto tutto questo e lo ha fatto "per me". È per me.

E finalmente è arrivato il mio Battesimo, la notte di Pasqua. mi sentivo molto piccola...

Ho pianto per tutta la celebrazione, come piange un bambino quando nasce. Quando mi battezzavo immaginavo Gesù come se venisse ad abbracciarmi dicendo: “Va bene. Lascia uscire tutto, lascia che tutta la rabbia, la sofferenza, il rimorso, i sentimenti negativi che porti accumulati dentro di te, se ne vadano... Io sono con te. sarò il tuo sostegno. Questo è UN NUOVO INIZIO."

Gesù abbracciava tutta la mia vita e questo è qualcosa di immensamente grande ... Ecco perché non riuscivo a smettere di piangere.

Per me è stato anche molto significativo accendere la candela, che conservo ancora, perché era "per accendere la mia fede", che non voglio spegnere.

Tutto era molto speciale quel giorno. Molte persone mi hanno accompagnato. Sono venuti anche mio padre e mia sorella e alla fine abbiamo finito per condividere con il nostro Vescovo e i sacerdoti un dolce tipico della Pasqua italiana: la colomba , un dolce molto buono, a forma di colomba.

Spero con tutto il cuore che ogni persona possa trovare in Dio un amico senza riserve, che lo ascolti e lo guidi nella vita così com'è per me, e che non perda mai la fede, perché è la cosa più importante che c'è.

Lucilla






sabato 5 giugno 2021

Passami “un chin”* in più di gioia

 *un po’ - come si dice là

Qui, a Pavia, camminiamo per strade piene di studenti universitari che vanno e vengono, qua e là ogni giorno. Un altro giorno vi racconteremo delle nostre attività con loro. Ma oggi vogliamo parlarvi di regalo che ci ha fatto l'essere parte della Pastorale per le persone di lingua spagnola: i nostri fratelli della Repubblica Dominicana. Sono molto numerosi da queste parti. Sono venuti in Italia in cerca di lavoro e ormai molti di loro sono nati qui.

Se volete avere tanta, ma tanta gioia, vi invito a venire qui! In mezzo a molte difficoltà, quasi tutti hanno lavoro, come badanti, colf, artigiani (falegnami, muratori, ...), assistenti sanitari, infermieri. Come i primi cristiani sono sparsi in tutta la città e nei paesi attorno e, nella loro semplicità, cercano di essere sale e luce, dove sono.

In mezzo alla lotta per andare avanti e per poter mandare soldi ai loro parenti a Santo Domingo, ci hanno espresso il loro grande desiderio di continuare a conoscere Dio, ad essere solidali, a integrarsi in Italia e ad amare gli italiani, ai quali sono molto grati.

Non solo molti di loro ci chiedono di prepararli ai sacramenti, ma un buon gruppo ci ha detto con insistenza che vogliono essere formati per trasmettere la fede ad altri. Così abbiamo iniziato una scuola di evangelizzazione on-line che frequentano fedelmente nonostante la stanchezza dopo una giornata di lavoro. Tutto questo è solo all'inizio, ma sta dando vita a tutti noi.

Vi prometto che il contatto con loro mi cambia la vita. La loro gioia provata dalla sofferenza è sempre presente, anche in mezzo alle lacrime. La loro vicinanza ti fa sentire a casa e ti invitano generosamente a gustare i loro piatti. Sono accoglienti al cento per cento e in questo clima grigio e nuvoloso di Pavia ti trasmettono un po' di gioia che ti scorre nelle vene.

Che popolo abbiamo scoperto dentro un altro popolo!

 

Rosa Sáez

 



sabato 29 maggio 2021

Rinnoverai la faccia della Terra

 Quest’anno, la Vigilia di Pentecoste è stata speciale: per la prima volta si è svolto un incontro virtuale latinoamericano per giovani.

Ci siamo infatti collegati con 80 giovani provenienti dalla Colombia, dal Perù e dall’Argentina per pregare insieme, condividere la fede e lo Spirito come nel giorno di Pentecoste.

Quanto ci fa bene incontrare altri giovani, che vivono situazioni simili alle nostre e che vogliono viverle secondo i valori del Vangelo!

All’inizio della veglia, abbiamo presentato le realtà sociali, politiche e personali che stiamo vivendo nei nostri paesi e abbiamo chiesto allo Spirito la sua presenza, la sua consolazione e la sua forza. A volte le situazioni che attraversiamo o che vediamo al telegiornale ci lasciano impotenti, tristi o arrabbiati. Ci sentiamo infatti piccoli di fronte alle sfide che sembrano più grandi di noi.

In quei momenti possiamo reagire fuggendo da questa realtà o rimanendo spettatori. A volte però, in mezzo a queste difficoltà, ci sono situazioni che ci provocano empatia, gratitudine e speranza. Nel nostro cuore ci sentiamo, per così dire, chiamati a non rimanerne fuori: tutti abbiamo la capacità di impegnarci, di prendere la vita sul serio, come ha fatto Gesù e di influenzare positivamente gli ambienti in cui ci troviamo.

Tre giovani, dal Perù e dalla Colombia, ci hanno dato la loro testimonianza, condividendo come si sentono riguardo alla situazione attuale e come cercano di trasformarle.

Grazie a loro abbiamo capito che siamo noi giovani coloro che possono costruire il futuro, e che ognuno di noi può essere protagonista del cambiamento che vogliamo vedere nel nostro intorno.

Dopo le testimonianze c’è stato un momento di adorazione davanti a Gesù Eucaristia, dove ognuno poteva pregare, chiedendosi: Come posso impegnarmi?

Condividendo poi i nostri impegni, ci siamo sentiti veramente una comunità di giovani credenti, che vogliono mettersi nelle mani di Gesù e che vogliono andare avanti con speranza, sostenendosi a vicenda.

Due giovani, dopo la veglia ci hanno lasciato queste due testimonianze:

·       “Questa Pentecoste mi lascia una grande gioia nel cuore, perché in comunità lo Spirito Santo arriva sempre. Nonostante le cose pesanti che stanno accadendo nel mondo, abbiamo ancora speranza che Dio ci stia aspettando sempre. Questa è l'unica cosa che abbiamo sicura: l'amore di Dio che ci aspetta in tutto ciò che accade”. (Mateo, Colombia)

·       “Che piacere poter condividere la Veglia di Pentecoste con i fratelli dell'Argentina e della Colombia. Ho potuto ricevere lo Spirito Santo nel mio cuore e so che con Lui tutto sarà possibile. (Lesly, Perù)                                   

                                                 Annette Wiesmann


    








 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 28 aprile 2021

NOTIZIE DA ISRAELE - Dal deserto alla Vita

"Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme». Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!" (Papa Francesco, Fratelli tutti, n.8)

L'invito di Papa Francesco

Papa Francesco nella sua lettera enciclica ci incoraggia a riflettere sulla fratellanza universale, e a riconoscere i legami di fratellanza che ci uniscono con fratelli vicini e lontani, giovani e vecchi, ricchi e poveri, ebrei e musulmani, liberi e schiavi delle circostanze in cui vivono, con i pacifici e con i violenti. Siamo tutti fratelli e dobbiamo imparare a fare questo viaggio fuori dalle nostre chiusure e isolamenti, siano essi culturali, spirituali o causati da falsi pregiudizi. Abbiamo bisogno di andare incontro all'altro, di conoscerlo, di condividere con lui, di ascoltarlo profondamente.

È in questo spirito di fraternità universale che ci siamo preparati ad accogliere la Pasqua quest'anno. Motivati dal programma proposto dalle Pontificie Opere Missionarie in Terra Santa abbiamo partecipato ad un programma quaresimale dal titolo: "Dal deserto alla Vita".

Abbiamo percorso il cammino quaresimale dal deserto delle nostre case, con le chiese vuote e le nostre debolezze nella preghiera, verso la vita che dà l'esperienza del Risorto, che ci spinge a vivere in fraternità.

Il programma consisteva in tre fasi:

Preparazione e meditazione personale a partire da quattro brevi video sul significato di Preghiera, Digiuno, Solidarietà e Fratellanza.

Un giorno di ritiro. Lo abbiamo fatto sotto forma di una passeggiata, durante la quale giovani e gruppi di giovani di due villaggi: Hurfesh e Jish hanno condiviso il significato di queste quattro parole e ci hanno presentato diverse esperienze di come possiamo viverle nella nostra vita quotidiana, in modo che la nostra vita possa essere più piena e felice.

E, come chiusura di questo viaggio, abbiamo partecipato a un incontro on-line di giovani provenienti da diverse regioni di Israele, Palestina, Giordania e giovani rifugiati iracheni e siriani attualmente in Turchia.

CHE RICCHEZZA!

Esperienza e chiamata

Il ricco scambio di idee, il fatto di vedere giovani cristiani di altri paesi dove siamo sempre una minoranza religiosa e di condividere sogni e fede in Gesù ci ha arricchito nel cammino di fede che ognuno di noi personalmente percorre.  Ci ha incoraggiato a continuare il nostro cammino come giovani missionari di Gesù nelle nostre comunità.

Siamo tutti invitati ad essere come il Buon Samaritano e ad avvicinarci all'altro, a preoccuparci delle sue necessità, ad impegnarci nella sua situazione precaria o difficile e a condividere con lui i nostri mezzi e talenti: siano essi spirituali o materiali. Ognuno di noi, se guardiamo attentamente, può trovare persone che hanno bisogno del nostro sorriso, di parole di conforto e incoraggiamento, che sono come queste gocce di vino e di olio che guariranno le loro ferite e i loro brutti ricordi. Stare vicino a nostro fratello, portarlo in braccio ed essere solidali con lui ci ha mostrato come possiamo vivere la VITA con la lettera maiuscola.


 Ania Ch.









sabato 24 aprile 2021

Fratelli tutti (8)

 Eccoci ormai arrivati alla fine di questo percorso. Spero che ti sia piaciuto e che ti abbia fatto venire voglia di leggere tutta l'Enciclica, e di vivere questa bellissima sfida, iniziando tu per primo a vivere come fratello/sorella di tutti.