IN DIECI PER RICOMINCIARE

 Dieci studenti con zaini carichi di incertezze ed un Santuario: un mix perfetto per realizzare un miracolo.

Dal 23 al 28 Maggio, accogliendo l’invito di due suore missionarie, Paola Bocci, nostra insegnante di religione cattolica presso il Liceo Classico Benedetto Marzolla di Brindisi, e Veronica Alonso, una sua consorella, abbiamo partecipato al progetto di convivenza-studio intitolato “Venite e Vedrete” presso il Santuario di Santa Maria del Casale.

È stata un’esperienza che ci ha “rapiti” dai social permettendoci di riflettere con tutta serenità su varie tematiche: il rapporto con noi stessi, con gli altri, con la natura e con Dio.

Tali temi sono serviti a farci avvicinare ad un mondo a noi sconosciuto: un piccolo pianeta dove non mancano affetto, condivisione, accettazione, accoglienza e comprensione.


Il giorno in cui siamo stati invitati a meditare sul rapporto con noi stessi è servito a permetterci di rafforzare la nostra autostima, accettare anche i nostri difetti e scoprire qualità che neanche noi sapevamo di avere.

Grazie ad un’introspezione nella nostra personalità, paradossalmente favorita dal confronto con gli altri, abbiamo realizzato che i nostri pregi e le nostre piccole imperfezioni ci rendono unici e irripetibili e che ognuno di noi rappresenta un piccolo prodigio.

Abbiamo avuto modo di guardare in faccia il dolore che ciascuno di noi, nella sua solitudine obbligata, nell’ultimo periodo è stato costretto a reprimere ed è stato bello aprirsi agli altri che in qualche modo ne hanno alleggerito il peso attraverso la condivisione.


Durante il secondo giorno abbiamo analizzato il rapporto con gli altri, l’amicizia, e senza rendercene conto ci siamo trovati a vivere questo sentimento in modo completamente diverso, più autentico, sicuramente con più empatia rispetto a come eravamo abituati a sentirlo.

Parlare di sé, potersi aprire guardando negli occhi l’altro e vederlo commuovere durante l’ascolto delle nostre esperienze, ha fatto sì che il muro che limitava la nostra apertura con gli altri e con il mondo crollasse e aprisse un varco alle emozioni, mettendo da parte tutte quelle che erano le nostre paure nel non sentirci abbastanza adeguati.

Abbiamo capito che anche i piccoli gesti, come ad esempio un abbraccio, possono essere la chiave giusta per aprire il cuore dell’altro, per sentirsi accettati, capiti, ma soprattutto per non sentirsi soli.


Ancora, avendo riflettuto sulla relazione che ha l’uomo con la natura, è emerso che la natura è lo specchio dell’essere umano e che siamo così complementari con essa da non poter vivere senza; pertanto abbiamo realizzato di dovercene prendere cura così come ci prendiamo cura della nostra vita.


Infine, il rapporto con Dio è stato il tema conclusivo che ha abbracciato gli argomenti precedenti e ci ha permesso di entrare in un mondo dove potevamo stare da soli e riflettere sulla nostra spiritualità.

Abbiamo avvertito la vicinanza di Dio come colui che ci ha teso la mano aiutandoci ad incontrare noi stessi, per farci capire chi siamo e chi vogliamo diventare.

È stato essenziale acquisire la consapevolezza che Dio è l’unico a cui ci rivolgiamo nel momento del bisogno, anche senza accorgercene, e che è l’unico che sarà sempre disponibile.


La vicinanza con le missionarie ci è stata molto di aiuto, la loro testimonianza, anche nei semplici gesti, ci ha permesso di comprendere il vero significato di vocazione che non conoscevamo.


E così, prima che noi potessimo accorgercene, la nostra avventura è giunta al termine facendo in modo che lo spazio occupato dalla paura al nostro arrivo fosse riempito di gioia nella scoperta del prossimo, visto con altri occhi, alla luce della verità che solo una esperienza ricca di fede può donare.

In conclusione ci sentiamo di consigliare a tutti i nostri coetanei di avere il coraggio di abbandonarsi a momenti magici come quella che noi abbiamo vissuto, garantendo che non se ne pentiranno!

 











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