“Dio vi ama così come siete. Non abbiate paura”




 “Dio vi ama così come siete. Non abbiate paura”. 

Questo è quello che, più di tutto il resto, mi porto dietro da questa GMG. Queste le parole del Papa che mi hanno smosso l’anima e si sono impresse nel mio cervello, insieme con immagini che non dimenticherò mai. Dio ci ama, in tutte le nostre particolarità, differenze, difetti, unicità. Andiamo bene così. È qualcosa di così diverso da quello che il mondo ci dice in continuazione che, talvolta, è difficile crederci. 

Eppure, a Lisbona, ho sentito un amore che davvero sorpassa ogni cosa. Un amore condiviso con un milione e mezzo di ragazzi come me, con insicurezze e dubbi, ma tutti venuti lì per un unico motivo. 

A Lisbona ho visto e vissuto serenità, tenacia, fratellanza, capacità di perdonare e di chiedere perdono, devozione e tenerezza verso uno stesso Dio che in qualche modo è riuscito, ancora una volta, a fare l’impossibile. Lo sa bene chi, come me, ha avuto la grazia di essere svegliato su quella spianata da un Sole che preannunciava un’aria di cambiamento. 

Durante i giorni in Portogallo ho avuto la sensazione di trovarmi in mezzo ad un’enorme e bellissima famiglia. Ho parlato con persone che venivano dall’altra parte del mondo, che mi hanno sfidata a mettere in discussione la mia prospettiva, le mie idee e i miei limiti. E quando, alla fine, sono tornata a casa, mi sono resa conto che quello che ho vissuto ha un significato molto più profondo di quello che avevo immaginato. 

Mi sono accorta che non sono andata a Lisbona per me stessa. Non solo, almeno. Ho visto persone che erano rimaste a casa, amici, genitori, conoscenti, incuriositi e affascinati da quello che raccontavo loro. Persone che, solo perché mi vogliono bene e vedevano che qualcosa era cambiato in me, iniziavano a porsi delle domande, e mi chiedevano di raccontare. E così hanno veramente assunto significato le parole del Papa: “La gioia è missionaria”. E lo è. Perché la luce che ho visto negli occhi di tutti quei ragazzi che ho incontrato - e che sono sicura loro abbiano visto riflessa nei miei - quel coraggio, quell’energia che ci faceva sentire come se qualunque cosa fosse possibile, tutto questo non è fatto per restare a Lisbona. Va condiviso, è una missione che ci è stata affidata. Dopotutto, non sarebbe possibile tenerselo per sé. Straborda, non abbiamo abbastanza spazio per contenerlo. E allora lo condividiamo, giorno dopo giorno, continuando con pazienza ad alimentare quella fiammella che si è accesa dentro di noi in quei giorni speciali, e che ci guida persino nei momenti più bui.


Arianna






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